Ancora un pò di mercato ...
Apple per anni ha criticato
l'abitudine di alcuni suoi
concorrenti di annunciare al
mercato prodotti non ancora
realmente né disponibili né
tanto meno "reali" in quanto
indefiniti in termini di
caratteristiche o fattiblità.
Questa tecnica, utilizzata in
particolare da Microsoft e da
Sony è abbastanza comune e
serve di solito a "sterilizzare"
tatticamente un mercato, o per
ucciderlo o per potervi entrare
secondo i propri comodi.
Chiaramente gli innovatori reali
come Apple, disdegnano tali
tattiche.
Perchè allora l'annuncio di
AppleTV e iPhone con
tanto anticipo sulle date di
commercializzazione?
Per strategia più che per
tattica, ovvero per creare uno
scenario competitivo articolato
e di lungo periodo piuttosto che
per esigenze limitate e
immediate.
Tale visione rientra nella
vincente prospettiva
"multimercato"
che Apple si è data a partire
dal ritorno di Steve Jobs a
Cupertino nel 1997.
... e torniamo a parlare di
iPhone!
Quindi è in un certo senso
normale che, se valore
strategico può avere l'iPhone,
se ne parli diffusamente e
articolatamente ancor prima di
averlo visto dal vivo o averlo
stretto tra le mani.
Con la collaborazione di Carlo
Filippo Follis,
Mac-User Disabile di cui
abbiamo già avuto modo di
parlare, facciamo quindi qualche
ipotesi su un aspetto
solitamente trascurato dalla
maggioranza di fortunati ma non
da Apple stessa: l'applicazione
pratica delle novità
informatiche per la qualità
della vita di chi ha carenze
motorie o visive.
iPhone per Disabili?
Partiamo
subito da una triste
considerazione, per gli
ipovedenti la ricchezza
grafica dell'iPhone può essere
un supplizio di Tantalo; bello e
difficile: troppo piccolo il
display rispetto a quello di un
computer.
Analogamente chi non può usare
le mani correttamente non potrà
utilizzare, come fa ad esempio
Carlo Filippo, un "indice
artificiale" ovvero una
penna tra i denti, perché lo
schermo dell'iPhone è sensibile
allo "sfioramento" delle dita
(rileva il potenziale elettrico)
e non al tatto: per intenderci
non è possibile, come un iPod o
un trackpad, usarlo con dei
guanti calzati. Tutto inutile
allora? Non proprio, anzi.
In una serie di
articoli
sul suo sito Carlo Filippo
Follis ha già cominciato ad
affrontare l'argomento. Scrive:
"Veniamo ora ad una soluzione
farcita di Tecnologia,
Digital Life, Marketing ed un
tocco di Astuzia...
Quanto descritto di seguito è
una panacea di soluzioni per il
Disabile nonché comodità e
libidine tecnologica per il
Manager come per ogni Mac User.
Incominciate ad immaginarvi,
entrate a casa od in ufficio, il
Mac è acceso, in mano avete
l’iPhone, lo guardate
compiaciuti di possederlo e lo
appoggiate accanto al Mac. Lo
guarderete, lo ammirerete, lo
farete notare a chi entrerà, ma
non lo toccherete più sino al
momento di uscire dalla porta.
La prossimità con il Mac ha
infatti attivato una delle cose
più strabilianti dell’iPhone
(...) squilla e sul vostro
Mac compare l’esatta
riproduzione del’iPhone,
inizierete a navigare con il
touch del vostro mouse, a video
tutto sarà esattamente come nel
palmo della vostra mano, ogni
funzione, ogni richiesta
d’azione giungerà al vostro
iPhone che appoggiato alla
scrivania, sul suo supporto in
gomma vi mostrerà gli stessi
passaggi che state effettuando a
video (...) comporre i numeri
(non in memoria) dal tastierino
numerico del Mac, scrivere gli
SMS dalla tastiera all’interno
dell’iPhone e scorrere a colpi
di click la libreria delle
canzoni"
Follis, nel suo
articolo
aggiunge:
"Quanto vi ho proposto
sceneggiando la spiegazione è
un sogno che coltivo dall’estate
del 2003 quando ne parlai
con Massimo Valle di Macron
Software. All’epoca volevo
produrre questa mia idea che
oggi ho ribattezzato Apple
Remote iPhone e che può
essere realtà per la coerenza
dei sistemi utilizzati (OS X).".
Perchè l'iPhone ?
Dove sta la novità?
L'interfacciarsi con il computer
è una cosa per niente
stupefacente. Sono tanti i
programmi che consentono già
oggi di pilotare i più comuni
cellulari con il computer,
addirittura Mac OS X consente di
scrivere direttamente da
tastiera SMS con tantissimi
telefoni Bluetooth.
Ma per un disabile la
semplicità e la flessibilità
dell'interfaccia dell'iPhone
direttamente sul computer
significherebbe poter utilizzare
il cellulare grazie ai sistemi
di controllo o visualizzazione
che già usa abitualmente, senza
subire le limitazioni delle
soluzioni oggi disponibili.
In pratica l'iPhone potrebbe
essere un modo facile ed
economicamente conveniente
per Apple per assicurarsi una
fetta di mercato molto
particolare.
I Disabili sono tanti, più di
quanti si creda, e piaccia o
meno, ognuno di noi potrebbe
diventarlo: basta un incidente
d'auto o un'uscita di pista
sulle nevi, come fa notare con
quello che potrebbe sembrare
cinismo (io lo chiamo realismo)
Carlo Filippo. Il punto è che le
disabilità oltre che essere
silenziosa (o silenziata) è
molteplice: tanti tipi di
patologie diverse, tanti tipi di
limitazioni fisiche, tanti tipi
di problemi diversi da
risolvere.
Normalmente la risoluzione di
ogni problema comporta costose e
specifiche ricerche e quindi le
imprese, tra cui Apple, che a
loro modo lottano per
sopravvivere non lo fanno se ciò
non è conveniente.
E' per questo ad esempio che
esistono più soluzioni per PC
che per Mac.
E' per questo che la
flessibilità di una
configurazione "aperta" come
quella che comporta il non avere
"tasti" o avere d'altro canto un
sistema operativo vero e proprio
con una interfaccia a menù
realmente contestuali darebbe al
telefono Apple la marcia in più
rispetto ai programmi che
pilotano gli "altri" telefonini.
Dal punto di vista
commerciale si potrebbe
sviluppare una unica piattaforma
software che, con poca spesa per
chi la sviluppa, potrebbe
flessibilmente adattarsi a
diverse esigenze e a diverse
disabilità.
L'importanza di parlarne
E' importante parlare ora di
queste possibilità o
potenzialità. Per diversi
motivi.
Prima di tutto perchè finchè il
prodotto non sarà sugli scaffali
ci sarà tempo per aggiungere
queste funzioni, oppure di
accelerarne l'adozione. Magari
Apple ci ha già pensato (la casa
della Mela è sempre stata
all'avanguardia, compatibilmente
con la sua limitata quota di
mercato nell'accessibilità);
magari ci sta pensando qualche
sviluppatore.
Secondariamente perchè questo
ipotetico sviluppatore esterno
da solo non ce la può fare a far
niente di risolutivo. Apple ha
chiaramente detto che non
intende aprire la tecnologia
del sistema operativo
dell'iPhone: il rischio che
qualcuno "sprotegga" la sim (o
il sistema eventulmente più
sofisticato che potrà essere
messo in uso per vincolare l'uso
dell'apparecchio all'operatore
telefonico che accompagnerà la
commercializzazione, Cingolar
negli USA) o peggio ancora un
programma che consenta di usare
il telefono come terminale
Voice Over IP è troppo
grande. Si sgretolerebbe il
"modello di mercato" di cui
abbiamo già detto e che è
l'unica garanzia di successo di
tutta l'operazione iPhone.
Quindi uno sviluppatore dovrebbe
convincere Apple che c'è molto
interesse per una applicazione
particolare per i Disabili e noi
possiamo solo aumentare il
rumore attorno al caso.
L'importanza di parlarne molto
Ma il vero motivo per cui è
molto importante che, con la
situazione ancora fluida, si
parli molto del supporto ai
Disabili è che il guadagno per
Apple nel commercializzare una
soluzione del genere non è
strettamente legato ai nuovi
potenziali acquirenti ma al
beneficio d'immagine che una
compagnia come quella di Steve
Jobs può avere nel essere in
prima linea a difendere gli
interessi legittimi, anche
tecnologici, dei Disabili.
Più ci sarà interesse e clamore
attorno a questi temi tanto più
sarà "conveniente" affrontarli.
Non c'è alcun cinismo in tale
constatazione.
Apple è una azienda commerciale,
i Disabili sono solo una tra le
tante categorie di clienti.
La percezione "sociale" della
tutela a questa categoria di
clienti non dipende da Apple ma
da tutti noi.
Nel nostro piccolo stiamo
cercando di far valere le loro
ragioni ben sapendo che la
razionalità può sposarsi con i
buoni sentimenti solo se si
usa intelligenza. Carlo
Filippo Follis sta portando
avanti il suo lavoro con
ostinazione, ma soprattutto con
intelligenza, con proposte
concrete e con soluzioni
convenienti per tutti.
Tanto per essere ancora più
espliciti, Follis ci tiene
particolarmente a ricoradare ad
Apple che:
"I Disabili per un Cellulare
del genere cambierebbero anche
computer! Ogni utente Mac
rimbalzerebbe di gioia..."